“Quello approvato dal Consiglio regionale della Lombardia è un passo avanti importante e concreto nella lotta all’obesità. Per la prima volta si costruisce una rete regionale che mette al centro la persona con obesità e non soltanto il suo peso”. Lo dichiara Maurizio De Luca, Presidente della Società Italiana di Chirurgia dell’obesità e delle Malattie Metaboliche, commentando l’approvazione all’unanimità del progetto di legge regionale sulla rilevanza sociale dell’obesità e la gratuità dei farmaci per coloro che soffrono di obesità grave e che versano in una condizione di fragilità economica.
“Il dato più importante – sottolinea De Luca – è il passaggio da una gestione frammentaria a una vera presa in carico multidisciplinare. L’obesità è una malattia complessa, progressiva e recidivante e come tale deve essere affrontata: con prevenzione, diagnosi, terapia farmacologica, nutrizione clinica, attività fisica, supporto psicologico e, quando indicato, chirurgia. Tutto questo è attuabile nei 106 centri SICOB presenti su tutto il territorio nazionale”.
Particolarmente significativo, secondo De Luca, è l’intervento previsto a favore delle persone con obesità severa e maggiore fragilità economica: “garantire l’accesso alle terapie anche a chi non può permettersele significa affrontare un problema di salute, ma anche di equità. Non possiamo chiedere a un paziente di curarsi se le cure non sono concretamente accessibili”.
Il provvedimento lombardo punta inoltre sulla prevenzione, con particolare attenzione a bambini e adolescenti, attraverso interventi nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nelle comunità.
“L’obesità infantile e adolescenziale – prosegue – è una delle sfide più importanti che abbiamo davanti. Intervenire precocemente significa evitare che una condizione patologica si consolidi nell’età adulta e ridurre il rischio di complicanze future. Ora la sfida è trasformare il principio legislativo in una rete di servizi realmente operativa”.
“Questa legge può segnare un cambio di paradigma. Adesso dobbiamo fare in modo che nessun paziente venga lasciato solo e che il percorso di cura sia continuo, qualificato e personalizzato. L’obesità non è una colpa e non si risolve con la semplice prescrizione di una dieta: è una malattia che richiede competenze diverse e una presa in carico nel tempo. Ci auguriamo – conclude De Luca – che l’esperienza della Lombardia possa diventare un modello di riferimento anche per le altre Regioni. Riconoscere l’obesità come malattia è stato il primo passo. Costruire un sistema capace di curarla in modo efficace e accessibile è il passo successivo”.
