sabato, Ottobre 24, 2026

“Rischio elevato per manifestazioni e proteste a Roma e in altre città”: allerta dell’Ambasciata Usa

Si consiglia ai propri connazionali di "evitare i percorsi dei cortei e le zone limitrofe" in particolare per la giornata di domani. Tre le iniziative segnalate con le relative location

Export record di grano russo in Cina, e Pechino prenota il greggio per i prossimi mesi

Dall'inizio del 2026 le consegne di cereali in Cina hanno raggiunto i 6 milioni di tonnellate: i rapporti economici tra le due grandi potenze sembrano floridi. E ci sono già prenotazioni per il greggio russo per ottobre e novembre

Gli Usa verso il voto di Midterm, un dem cristiano per il Texas: la sfida di Talarico (per Elon Musk)

La corsa tra il candidato democratico Talarico e il repubblicano Ken Paxton per i sondaggi potrebbe portare a una svolta politica nello Stato conservatore che ospita le sedi di Tesla e SpaceX

Sparatoria in una chiesa in Giordania, almeno 7 vittime. Il Re: “È terrorismo, pene severe”

Due uomini hanno aperto il fuoco durante una cerimonia funebre nel villaggio di Hamud. La condanna del Re Abdallah II

“Cambiare l’acqua ai fiori”, la Violette di Perrin nel film di Jeunet

Videonews"Cambiare l'acqua ai fiori", la Violette di Perrin nel film di Jeunet

Alla Festa di Roma, protagonista Leila Bekhti. In sala il 5 gennaio

Roma, 20 ott. (askanews) – Solo in Italia il romanzo di Valérie Perrin ha venduto un milione di copie e ora c’è grandissima attesa per il film “Cambiare l’acqua ai fiori” diretto da Jean-Pierre Jeunet, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, che arriverà nei cinema italiani il 5 gennaio 2027.Ad interpretare Violette Toussaint, la custode del piccolo cimitero della Borgogna che ha ferite profonde ma una luce che illumina tutto ciò che la circonda, c’è l’attrice francese Le la Bekhti, che ha spiegato: “Violette è un personaggio piuttosto misterioso, timida ma profondamente vivace, volevo attraversare la sua vita. Violette può essere fragile ma anche molto forte, sin da bambina ha una enorme insicurezza affettiva e questo la rende fragile e febbrile. Io mi auguro che il suo percorso possa in qualche modo dare una forza alle donne”. Jeunet è il regista di un altro film amatissimo, “Il favoloso mondo di Amélie” e alla domanda se Violette e Amélie si somiglino in qualche modo, ha risposto: “Tutte e due alla fine vincono, senza cercare una rinascita: Amélie fa del bene ma senza un obiettivo e Valérie attraversa un lutto ma ritrova la vita. Il punto in comune, per me, è che dimostrano che bisogna avere fiducia nella vita, senza cercare di ottenere qualcosa per forza, perché le cose arrivano”.

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