domenica, Settembre 13, 2026

Dopo caldo record dell’estate, El Nino ci prepara un 2027 estremo

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Passata l’estate torrida, il Pacifico può amplificare caldo e piogge

Roma, 11 ago. (askanews) – Il peggio deve ancora venire: l’Europa occidentale ha appena attraversato il giugno-luglio più caldo mai registrato, con il continente costretto a fare i conti con siccità, incendi e terreni sempre più asciutti, ma l’allarme arriva da lontano. Nel Pacifico tropicale si sta sviluppando un El Nino destinato a rafforzarsi ulteriormente nei prossimi mesi. I due fenomeni non sono la stessa cosa: il primo si inserisce nella tendenza di lungo periodo del riscaldamento climatico, il secondo rappresenta una grande oscillazione naturale del sistema oceano-atmosfera. Ma la loro sovrapposizione potrebbe rendere particolarmente delicato il passaggio tra la seconda metà del 2026 e il 2027.A rendere eccezionale l’estate occidentale è stata soprattutto la persistenza. Il caldo molto intenso era cominciato già nella seconda metà di maggio ed è proseguito attraverso ripetute ondate di calore: a questo si sono aggiunte la mancanza d’acqua e gli incendi. Su questo scenario entra in gioco El Nino. Il fenomeno consiste in un riscaldamento periodico delle acque superficiali del Pacifico equatoriale centrale e orientale e si presenta in genere ogni due-sette anni. Modifica la posizione delle grandi aree temporalesche tropicali e, attraverso le correnti atmosferiche, può cambiare la distribuzione delle temperature e delle precipitazioni in molte parti del pianeta. In sé, è un fenomeno naturale che non è provocato dal cambiamento climatico causato dall’uomo nell’era industriale. Ma un El Nino forte che si sviluppa su un pianeta e su oceani già eccezionalmente caldi può aggiungere temporaneamente ulteriore calore al sistema climatico.L’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) prevede che El Nino continui a intensificarsi tra agosto e ottobre e che il fenomeno prosegua nei primi mesi del 2027, con una probabilità elevata di temperature superiori alla norma su gran parte del pianeta. Non è però possibile affermare, a oggi, che l’inverno 2026-2027 sarà necessariamente più caldo, più piovoso o più tempestoso per il solo fatto che El Nino sarà molto forte.

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