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Elezioni di Midterm, in Alaska la sfida è anche sui salmoni dello Yukon

Dall'Italia e dal MondoElezioni di Midterm, in Alaska la sfida è anche sui salmoni dello Yukon

ROMA – Nell’Alaska occidentale la popolazione di salmoni è sempre più in declino, mentre i pescatori fanno i conti con i mega pescherecci provenienti dall’estero e l’aumento del costo del carburante. Temi che sono entrati nella campagna per le elezioni di midterm di domani, con la candidata dem Mary Peltola data come favorita nei sondaggi a scapito del senatore repubblicano Dan Sullivan. Secondo diversi esperti, a determinare la riduzione dei salmoni che risalgono il fiume Yukon contribuiscono i cambiamenti climatici. Dal 2017 la regione è stata colpita da intense ondate di calore: un problema a cui si aggiunge il caro-carburante seguito al conflitto con l’Iran e al blocco dello Stretto di Hormuz.

Peltola, figlia di una donna della comunità Yup’ik, e residente lungo le sponde del lago Kuskokwim – dove racconta di aver cresciuto i suoi figli – è inserita nel tessuto sociale e conosce i problemi che affrontano i pescatori. “Da persona cresciuta pescando salmoni sul fiume Kuskokwim con mio padre- scrive sul sito web della sua campagna elettorale- so che il pesce è più di un semplice alimento: è il nostro stile di vita”, che però oggi “è sotto attacco: il pesce che riempie i nostri congelatori sta diventando sempre più difficile da trovare”. Promette quindi di vietare la pesca industriale, attuare “azioni decisive per ripristinare gli stock ittici”, creando con fondi federali anche un’industria dei sottoprodotti ittici, e poi facilitare l’accesso “all’energia”, denunciando la “catastrofe dei prezzi” determinata da Washington. Sul punto, propone di raffinare una maggiore quantità del petrolio dell’Alaska direttamente in Alaska, così da “ridurre i costi e creare posti di lavoro ben retribuiti”.

Un programma a cui lo scorso 13 ottobre lo stesso presidente Donald Trump ha risposto, tenendo un comizio a Wasilla per sostenere la riconferma del senatore Sullivan, l’ingresso alla Camera di Nick Begich, e della candidata al governo dello Stato, Bernadette Wilson. “Nessuno ha fatto di più per l’Alaska di Donald J. Trump. Ve lo posso assicurare” ha detto Trump ai sui sostenitori. Sul tema climatico che minaccia la popolazione di salmoni e non solo, Trump non è intervenuto, ma ha cercato di cavalcare il tema energetico, rivendicando di aver ottenuto 50 miliardi di investimento dalla Corea del Sud per il gasdotto dell’Alaska, o quello da 4,4 miliardi di Taiwan per l’acquisto di gas. In realtà, i leader di entrambi i Paesi hanno fatto capire di aver solo manifestato la volontà di cooperare nel settore energetico, mentre impegni concreti non hanno ancora trovato conferma. La corsa per l’Alaska è segnata anche da battaglie “laterali”. I democratici sono sotto attacco non solo per la candidatura di un omonimo di Sullivan, il democratico Den Sullivan – che secondo i ‘Gop’ rientrerebbe in un piano “disgustoso” volto a sottrarre voti – ma anche per notizie di stampa che accusano Peltola di maltrattare il proprio staff. Accuse che i dem respingono con forza.
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