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Imprese monitorano rischi filiera, solo il 20% fa controlli continui e sistematici

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Ricerca Osservatorio Supply Chain Planning – Politecnico di Milano

Affrontare le emergenze è ormai diventato parte della quotidianità per le Supply Chain italiane. Secondo lo studio dell’Osservatorio Supply Chain Planning del Politecnico di Milano, il 96% delle imprese controlla i rischi della propria filiera, ma soltanto una su cinque (20%) lo fa in maniera continuativa e strutturata, attraverso avvisi automatici e aggiornamenti frequenti. In uno scenario in cui shock e variabilità costituiscono ormai fattori permanenti, le preoccupazioni principali delle imprese riguardano l’instabilità geopolitica e i dazi (65%), seguiti dall’oscillazione della domanda (57%) e dalle interruzioni dei flussi logistici (49%).

Per gestire questa incertezza sempre più elevata, le imprese stanno aumentando la propria capacità di pianificazione: nei programmi di sviluppo del Supply Chain Planning, infatti, otto aziende su dieci puntano a rafforzare le competenze di simulazione e di analisi degli scenari. Allo stesso tempo, le imprese si affidano soprattutto alla ricerca di fornitori alternativi (62%), alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento (59%), alla revisione delle politiche di gestione delle scorte (54%) e a una maggiore flessibilità della produzione (45%).

Il cambiamento riguarda però anche l’Intelligenza Artificiale, la cui applicazione nel Supply Chain Planning è ancora agli inizi: circa una realtà su due (48%) ha avviato progetti pilota o già operativi, ma solo una su quattro (25%) dispone di almeno un progetto AI attivo e a regime. A limitarne la diffusione è soprattutto l’assenza di competenze interne sufficienti. Anche le conseguenze dell’intelligenza artificiale sul lavoro restano per ora limitate: il 65% delle imprese, infatti, non riscontra effetti rilevanti sui ruoli aziendali.

“Le imprese  italiane stanno imparando a pianificare in uno ‘stormo di cigni neri’: un contesto in cui eventi estremi e difficilmente prevedibili si susseguono senza sosta – sostiene Alessandro Perego, responsabile Scientifico dell’Osservatorio Supply Chain Planning -. Per realizzare filiere davvero resilienti è necessario passare dalla semplice gestione delle emergenze alla capacità di prevenirle, integrando il rischio nei processi di pianificazione. Anche l’AI può favorire questo cambiamento, ma per sfruttarne appieno il potenziale occorrono competenze, processi e organizzazioni disposti a evolvere”.

Ciro Di Pietro

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