mercoledì, Novembre 4, 2026

“Noi ci salutavamo così”: l’addio del papà a Laura Procacci, la sergente morta in Bosnia

Il padre della sergente ha affidato ai social un breve video privato accompagnato da pochissime parole cariche di commozione

È nata la figlia di Leclerc e Alexandra: l’annuncio sui social

La piccola si chiama Bianca ed è nata ieri 3 novembre, appena qualche giorno dopo il Gp del Messico e prima della gara in Brasile

Zelensky tace sulla sconfitta di Trump. E intanto incontra Pistorius: “Più armi dalla Germania”

Questa mattina il leader ucraino ha incontrato il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius e lo ha ringraziato: "È stata la leadership tedesca ad aiutare a proteggere migliaia e migliaia di vite"

Israele, rilasciato anche Al-Garibi: era l’ultimo dei quattro fermati per l’inchiesta sul partito Ra’am

Dall'Italia e dal MondoIsraele, rilasciato anche Al-Garibi: era l’ultimo dei quattro fermati per l’inchiesta sul partito Ra’am

FIRENZE – Il tribunale di Beersheba ha ordinato il rilascio incondizionato di Ibrahim Al-Garibi, l’ultimo sospettato ancora in custodia dopo l’arresto, avvenuto all’alba del giorno delle elezioni, di tre cittadini israeliani di origine arabo-palestinese nel sud di Israele. L’accusa iniziale: aver pianificato di comprare voti per il partito a guida araba Ra’am. A riportare la notizia e i dettagli della sentenza è il Times of Israel. Il caso si sgonfia e il giudice Eran Tzabari, respingendo la richiesta di arresti domiciliari avanzata oggi dalla polizia, striglia gli inquirenti: “L’unità investigativa non ha fatto alcun progresso nel caso né sono a conoscenza di alcun tentativo concreto di verificare le affermazioni dell’imputato. Non vedo alcun motivo per lasciare l’imputato agli arresti domiciliari”, mette a verbale Tzabari.

Da qui la decisione di rimettere tutti in libertà, considerando che gli altri due fermati (Hussein al-Masoudin e Saef Abu Reash) erano già stati rilasciati nei giorni scorsi senza l’opposizione delle forze dell’ordine. Se il giorno del voto la polizia aveva parlato di buste con “decine di migliaia di shekel” sequestrate, in aula è emersa un’altra versione: l’avvocato di Abu Reash, riporta il quotidiano, ha chiarito che non è stato trovato denaro nell’abitazione del suo cliente, mentre un totale di 12mila shekel (circa 3.700 euro) è stato rinvenuto nelle case degli altri sospettati, destinati, a detta loro, in beneficenza. La polizia, inoltre, ha dovuto ammettere in tribunale di aver perquisito le abitazioni degli uomini senza mandato.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

Potrebbe interessarti

Check out other tags:

Articoli Popolari