ROMA – La competizione per il controllo del Congresso non è mai stata così costosa e dispendiosa. In questo ciclo elettorale, gli inserzionisti hanno trasmesso alla Fec (Federal Election Commission) oltre 3.8 miliardi di dollari in pubblicità mirata alle elezioni congressuali: +872,2 milioni rispetto allo stesso momento del 2024. Le elezioni generali rappresentano 2,3 miliardi di tale spesa, mentre altri 837,7 milioni risultano prenotati fino al giorno delle elezioni. Sono questi i dati che emergono dalle rilevazioni, non ancora definitive, della Federal Election Commission.
Voters fill out their ballots on the final day of advance voting on October 31, 2026, at the Wyandotte County Election Office in Kansas City, Kansas. Halloween marks the final day of advance voting for most Kansans, ahead of what is shaping up to be one of the most contentious midterm elections in the states history. (Photo by Austin Johnson / AFP)
La spesa record non è l’unico elemento rilevante. A tre settimane dal giorno delle elezioni, i candidati Repubblicani detengono il vantaggio nella spesa già trasmessa in 7 delle 8 competizioni senatoriali più combattute e in 25 delle 42 competizioni per la Camera classificate “Toss Up” o “Lean” da The Cook Political Report.
Si tratta di un netto capovolgimento rispetto al 2024: nello stesso momento del ciclo precedente, i Democratici erano in vantaggio nella spesa trasmessa in 7 delle 8 competizioni senatoriali e in 34 delle 42 competizioni per la Camera, all’8 ottobre 2024.
Gli inserzionisti Repubblicani hanno già trasmesso un record di 1,3 miliardi di dollari di pubblicità per le elezioni del Senato: una cifra superiore al totale finale speso da loro sia nel 2022 sia nel 2024. Nella fase conclusiva delle elezioni di metà mandato, questo rapporto mostra dove campagne, comitati di partito e gruppi esterni stanno investendo le proprie risorse pubblicitarie e quali messaggi dominano l’etere.
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