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Oltre la metà dei diplomati teme che l’IA ostacolerà il proprio lavoro

AttualitàOltre la metà dei diplomati teme che l’IA ostacolerà il proprio lavoro

Roma, 8 lug. (askanews) – Ben 8 studenti su 10 (82%) mettono, infatti, al primo posto la passione individuale come fattore che influenza la scelta del proprio percorso di studi, mentre le opportunità di impiego e i potenziali guadagni si posizionano al secondo posto (40%). Sebbene la stabilità economica rimanga importante, la Generazione Z non appare disposta a rinunciare alla propria realizzazione personale; il lavoro è rilevante, ma deve integrarsi con il proprio benessere.

Questa fotografia emerge da un’indagine condotta da Futura, l’ecosistema educativo che accompagna gli studenti lungo tutto il percorso di apprendimento. La ricerca ha analizzato la percezione dei percorsi di orientamento nelle scuole superiori e ha sottolineato – grazie al contributo della psicologa Federica Giampà – l’importanza di fornire ai ragazzi strumenti critici per navigare con consapevolezza in un panorama formativo e professionale in continua evoluzione.

Il rapporto con le superiori: il ruolo marginale dei professori e la scarsa preparazione al futuro. Secondo la ricerca, l’orientamento rappresenta uno dei punti deboli del percorso scolastico italiano di secondo grado. Solo una minoranza di studenti arriva al diploma con la percezione di possedere gli strumenti necessari per compiere una scelta informata sul proprio futuro (15%), mentre oltre un terzo (34%) dichiara di sentirsi poco preparato ad affrontare questo passaggio.

Quando si tratta di scegliere il percorso post-diploma, i professori delle superiori non emergono come i principali interlocutori con cui confrontarsi sul proprio futuro (12%). La famiglia si conferma il principale punto di riferimento (55%), seguita dai servizi di orientamento esterni (34%), mentre amici (12%), social media (12%) e creator (12%) incidono in misura minore. L’intelligenza artificiale, nonostante la crescente diffusione, viene indicata solo da una piccola quota di studenti come supporto nelle decisioni (4%).

Per sentirsi più sicuri, gli studenti chiedono un orientamento più concreto e partecipativo: stage (41%), incontri con professionisti e testimonianze dirette di universitari (40%) vengono percepiti come strumenti più utili rispetto alle sole informazioni teoriche. “La psicologia parla di “autoefficacia”: sentirsi capaci di affrontare una situazione perché la si è sperimentata” spiega Federica Giampà, psicologa presso Futura, “E’ proprio l’esperienza diretta a rafforzare questa percezione: confrontarsi con il mondo del lavoro o con chi ha già intrapreso un percorso universitario aiuta i ragazzi a trasformare un’idea astratta in una scelta più concreta, aumentando la fiducia nelle proprie decisioni”.

Allo stesso tempo cresce la richiesta di un accompagnamento psicologico (24%), segno che la scelta universitaria viene vissuta come una sfida emotiva.

Emozioni e preoccupazioni: il 33% teme di scegliere il corso di studi sbagliato. L’ingresso nel mondo universitario è accompagnato da emozioni contrastanti. L’ansia è il sentimento più diffuso (47%), ma convive con curiosità (37%) ed entusiasmo (28%), a testimonianza del fatto che gli studenti guardano al futuro con interesse, pur percependone la complessità. Più che il cambiamento in sé, a generare preoccupazione è la responsabilità della scelta: oltre un quarto del campione (28%) afferma che ha il timore di intraprendere un percorso che potrebbe rivelarsi sbagliato, riflettendo una generazione che vive il momento del post-diploma come una decisione determinante per il proprio progetto di vita.

Questa paura di sbagliare trova conferma anche nell’analisi delle principali preoccupazioni: il 33% dei rispondenti teme di scegliere un corso di studi inadatto alle proprie capacità e rimpiangere la decisione. A questa incertezza, si affiancano il timore di non essere all’altezza o di deludere le aspettative degli altri (24%) e quello di dover sacrificare le proprie passioni per proseguire gli studi (16%). Secondo la psicologa Federica Giampà, i ragazzi sembrano dunque percepire la decisione universitaria come definitiva e quasi irreversibile, con il rischio di viverla con un forte carico psicologico.

Un ulteriore elemento che i neo-diplomati tengono in considerazione riguarda lo sviluppo dell’intelligenza artificiale: più della metà degli studenti intervistati (55%) ha paura che le nuove tecnologie possano rendere difficile trovare lavoro in futuro. L’IA viene dunque percepita come una forza destinata a trasformare profondamente gli equilibri e le dinamiche del mercato del lavoro.

“Il ritratto della Gen Z che emerge da questi dati mostra ragazzi guidati da passioni ed i interessi, ma spesso frenati dall’incertezza, a causa del divario tra il desiderio di scegliere in autonomia e la mancanza di strumenti adeguati per farlo”, dichiara Lorenzo Pinto, Founder di Futura. “Per rispondere a questa esigenza, l’ecosistema formativo di Futura interviene con percorsi mirati e un accompagnamento personalizzato, trasforma il momento del post-diploma da una sfida emotiva carica d’ansia a un’opportunità di crescita consapevole. L’obiettivo è fornire ai giovani gli strumenti per orientarsi con fiducia nel mondo universitario e professionale”.

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