Di Amelia Cartia
ROMA – È stata presentata oggi in Campidoglio la nuova mappa dei Quartieri di Roma, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, del responsabile dell’Ufficio Partecipazione e Quartieri di Roma Andrea Catarci, del coordinatore del Gruppo di lavoro scientifico Salvatore Monni e della Presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli.
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Il nuovo assetto individua 332 quartieri urbani, 22 rioni e 100 zone funzionali, offrendo una rappresentazione aggiornata della città e delle comunità che la abitano. La deliberazione sarà ora sottoposta all’approvazione dell’Assemblea Capitolina. La nuova mappa è il risultato di un ampio percorso di collaborazione che ha coinvolto i Municipi, le Università, l’Istat, le associazioni, i comitati e migliaia di cittadine e cittadini.
Per la prima volta la definizione dei quartieri nasce dall’integrazione tra ricerca scientifica e partecipazione civica, mettendo insieme fonti storiche, urbanistiche e statistiche con le identità e le percezioni delle comunità locali attraverso un percorso di confronto e co-progettazione.
“È una giornata storica per Roma, che si conclude con l’approvazione in giunta di un lungo percorso di studio, ascolto e partecipazione che ci consegna finalmente una nuova mappa della città più aderente alla Roma di oggi, che dà nuovi nomi ai quartieri di Roma”. Così il sindaco di Roma Roberto Gualtieri presentando, presso la Sala delle Bandiere in Campidoglio, le nuove mappe urbane che ridisegnano i rinominano i quartieri della città, aggiornando l’ultima suddivisione in zone urbanistiche che risaliva al 1977.
“Con questa delibera- continua Gualtieri-compiamo un passo importante per conoscere meglio Roma e governarne il futuro. La città è profondamente cambiata negli ultimi decenni e oggi si dota finalmente di uno strumento capace di leggere le trasformazioni che hanno interessato i territori e le comunità. Conoscere meglio la città significa programmare meglio gli interventi, distribuire con maggiore efficacia risorse e servizi e rafforzare le politiche di prossimità, valorizzando al tempo stesso le identità dei quartieri e il senso di appartenenza delle cittadine e dei cittadini”.
Una ricerca partecipata che ha avuto inizio nel 2022. “Un lavoro ciclopico- lo ha definito Gualtieri- che però era indispensabile perché colma una lacuna significativa”. Un metodo di lavoro concordato di concerto con il responsabile dell’Ufficio Partecipazione e Quartieri di Roma Andrea Catarci, realizzato in collaborazione con tutti i municipi di Roma, con l’Istat, con le università pubbliche e con “migliaia di cittadini che hanno contribuito-dice Gualtieri- a questo risultato, che è una tappa. Uno strumento molto importante, non solo un vezzo di censimento, ma uno strumento di conoscenza che può aiutare a modulare meglio le politiche dell’amministrazione del territorio, sia rispetto ai municipi sia incoraggiando la condivisione e la partecipazione dei cittadini”.
“Non è un tema di statistica -prosegue il sindaco -ma di identità. I cittadini di Roma si definiscono in due livelli: per la città, e per il quartiere. Ognuno ha una propria interpretazione. I municipi sono stati disegnati quasi tutti come spicchi che dal centro vanno in periferia,: contengono per forza delle differenze al loro interno. Si può fare una media, ma molti sono grandi come città”.
“L’unico atto ufficiale di toponomastica-dice ancora Gualtieri- risaliva al 1961, mentre la suddivisione in zone urbanistiche era stata fatta da Argan nel 1977. Da allora la città è cambiata in modo radicale, c’è stata una espansione della città e sono nati nuovi quartieri. Questo lavoro presenta 322 quartieri, oltre ai 22 rioni storici che rimangono invariati, più 100 zone funzionali. Roma è un unicum mondiale come forma urbis: grazie a questo lavoro andremo a studiare le caratteristiche anche della nuova urbanizzazione, rendendo più efficaci i servizi, che saranno tarati sulla realtà, non sulla media”.
Per il responsabile dell’ufficio partecipazione e quartieri di Roma Andrea Catarci, la mappa restituisce “una fotografia aggiornata della città, da affiancare alla storia. Nessun soggetto lavora per cinquant’anni su un oggetto di cui non conosce gli aggiornamenti, ma è quello che è successo a Roma, la cui ultima mappatura risaliva al 1977. Da allora Roma è cambiata profondamente, si sono formate nuove centralità e identità locali, e c’è stata una grande crescita di quartieri che si sono aggiunti: circa un terzo della popolazione adesso abita oltre il Grande Raccordo Anulare, sono 142 quartieri”. “L’approccio-aggiunge Catarci- è stato inedito, improntato su linee guida che sono identità, partecipazione, dati e programmazione. Questo ci ha permesso di co-creare le mappe insieme a municipi, associazioni di quartiere e cittadinanza. Tanto’è che dalla prima presentazione al Maxxi, fatta a ottobre, tutte e 15 le mappe sono state modificate in base ai suggerimenti dei cittadini: i 4000 commenti ricevuti sul sito li abbiamo letti, e accolti tutti”.
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