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Sanità, all’evento Aiic Campania focus sulla centralità degli ingegneri clinici

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NAPOLI – Riconoscimento politico e centralità organizzativa, ruolo competente nei tavoli di governance sanitaria e multidisciplinarietà sul territorio, funzione di spinta ed implementazione sostenibile dell’innovazione grazie alla forte conoscenza delle nuove tecnologie rese disponibili dall’industria: attorno a questi grandi temi si è concentrato e sviluppato l’evento L’ingegneria clinica come Regia Tecnologica Regionale. Governance, Hta e Modelli Organizzativi per la Sanità campana promosso presso la Città della Scienza di Napoli da AIIC Campania e coordinato da Antonio Mancaniello (referente regionale AIIC) e Pasquale Garofalo (consiglio direttivo AIIC), con la collaborazione di Gianluca Giaconia (vice presidente AIIC), Mariateresa Bifulco, Maria Biondina Grimaldi e Immacolata de Rosa. All’appuntamento hanno preso parte oltre trecento professionisti da tutta la regione, con la partecipazione (tra gli altri) del presidente OMCEO Napoli, Bruno Zuccarelli, di Loredana Raia (presidente della V Commissione Sanità del Consiglio Regionale della Campania), di Nadia Ruffini (SORESA, Campania), e di numerosi esponenti di società scientifiche, tra cui Francesca Futura Bernardi (SIFO), Arturo Cuomo (SIAARTI) e Vincenzo Bottino (ACOI). Evidente la soddisfazione finale di AIIC (nazionale e regionale) per un dialogo che ha portato a definire un percorso di coinvolgimento degli oltre duecento ingegneri clinici-AIIC regionali in quella programmazione tecnologica che può essere strumento di “buona sanità” in tutta la Campania, superando anche le pericolose differenziazioni di presa in carico tra “centro e periferia”.

GAROFALO: “PERCORSO AVVIATO DA DIVERSI ANNI”

Come sottolineato da Pasquale Garofalo, “la giornata si è collocata all’interno di un percorso avviato da diversi anni, in cui l’Associazione Italiana Ingegneri Clinici Campania è stata attiva sul territorio: questo ci ha permesso di dialogare costantemente con le istituzioni. E dunque questo evento si poneva l’obiettivo di rafforzare l’interlocuzione con le istituzioni al fine di poter avviare un centro di competenza regionale che possa integrarsi appieno in quello che è l’attuale governance sanitaria”.A queste sollecitazioni le istituzioni hanno risposto in modo positivo ed attento. Mario Casillo (vicepresidente del Consiglio regionale della Campania) ha confermato l’importanza cruciale dell’ingegneria clinica di fronte all’avvento dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie in medicina, ed ha anticipato la “necessità di cambiamenti organizzativi nella sanità regionale per dare maggiore peso, valore e un ruolo di rilievo a questi professionisti nelle prossime azioni della Regione Campania”.

Dal canto suo Gennaro Saiello (V Commissione Sanità, Consiglio Regionale) ha ribadito che gli ingegneri clinici sono essenziali per la programmazione della sanità campana: “le loro competenze servono infatti a mappare i reali fabbisogni del territorio e a identificare le tecnologie davvero utili, garantendo così l’efficientamento delle performance sanitarie e il diritto alla salute”. Il vicepresidente nazionale AIIC Gianluca Giaconia ha quindi confermato la “proficua collaborazione e la stima reciproca tra la nostra Associazione e le istituzioni campane” ed ha dichiarato che “proprio grazie alla presenza degli ingegneri clinici nei comitati etici e nei tavoli di governance, la Campania sta assumendo un ruolo leader in Italia nell’introduzione e gestione sicura delle tecnologie sanitarie avanzate”.

FATTI CONCRETI VERIFICABILI

Ma queste sono le visioni sul futuro: ed oggi? Traducendo le ipotesi in fatti concreti già verificabili, Germano Perito (DG AORN San Giuseppe Moscati, Avellino) ha confermato che “la presenza degli ingegneri clinici nelle direzioni strategiche delle ASL e degli Ospedali a supporto delle scelte tecnologiche è già oggi fondamentale: è un percorso che negli anni si è consolidato nella nostra Regione e che ha già iniziato a dare i suoi frutti. Questi professionisti sono per noi delle Direzioni strategiche dei punti fondamentali di riferimento. Si tratta di figure che devono relazionarsi con le direzioni in modo multidisciplinare. Dobbiamo semmai operare in modo che la loro competenza venga integrata con tutte le altre competenze aziendali per raggiungere l’unico obiettivo di garantire qualità e sicurezza delle cure nelle aziende, anche attraverso la miglior gestione del parco tecnologico”.

“Il nostro obiettivo oggi è sicuramente quello di creare una connessione tra professionisti sanitari, aziende locali, ospedali, istituzioni, università e il settore industriale”: è quanto ha dichirato Antonio Mancaniello, che si è poi soffermato sull’importanza delle relazioni tra professionisti della salute: “è infatto proprio dal dialogo con diverse professionalità che riusciamo a governare meglio il sistema sanitario e possiamo creare un sistema tale da ottimizzare ed efficientare i processi sanitari. Il nostro obiettivo a partire dall’evento di Napoli è proprio quello di fare fronte comune tra le differenti discipline in modo tale da offrire un miglioramento sensibile di tutto il settore sanitario”.

Una visione condivisa da Maria Luisa De Rimini (past president AMN, Società di Medicina Nucleare), che dopo aver definito l’ingegneria clinica una “formula indispensabile per il successo delle cure”, ha sottolineato che “non può esserci vera innovazione a vantaggio del paziente senza una forte comunicazione interdisciplinare, e senza integrazione tra ricerca tecnologica e competenze cliniche”. Una considerazione condivisa da Arturo Cuomo (SIAARTI) che ha suggerito di poter concepire tutto il comparto tecnologico della sanità come un “corpo unico” capace di contribuire unitariamente allo sviluppo del sistema delle cure, per mettere a fattor comune i più avanzati sistemi tecnologici healthcare.

INGEGNERI CLINICI E TECNOLOGIA

Al termine della giornata, parlando proprio di tecnologie avanzate ed innovative, Alessandro Preziosa (Presidente Elettromedicali – Confindustria Dispositivi Medici) ha definito gli ingegneri clinici come i principali interlocutori dell’industria poiché “parlano la stessa lingua della tecnologia”. Preziosa ha evidenziato la necessità di collaborare per mettere a terra l’innovazione e trasferire la ricerca sul campo, lanciando al contempo un appello sulla necessità di maggiori risorse e investimenti nel settore healthcare per mantenere competitivo il mercato italiano. Concetti ripresi anche da Umberto Nocco (presidente AIIC) che ha sottolineato che “il riconoscimento della nostra figura professionale passa attraverso il riconoscimento del valore della tecnologia nel processo di cura, in Campania come in Italia, nel SSN come in tutti i servizi regionali. Il dato di fatto è che la tecnologia è sempre più diffusa, sempre più complessa, sempre più integrata e quindi sono necessarie già nei tavoli di governance figure professionali competenti che la possano gestire nell’ambito di tutto il suo ciclo di vita, dalla definizione del fabbisogno fino alla dismissione. Sarebbe utile che all’interno di ogni struttura organizzativa consolidata fosse presente in maniera istituzionale anche questa figura, che sappiamo non essere assicurata su tutto il territorio nazionale in modo omogeneo. Questa presenza sarebbe auspicabile come riconoscimento non tanto dell’ingegnere clinico in sé, ma dell’importanza del ruolo delle tecnologie come fattore abilitante e distintivo di una sanità avanzata e di qualità”.
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