mercoledì, Luglio 22, 2026

VIDEO | Meloni al vertice Nato: “Autonomia strategica dell’Europa e investimenti intelligenti nella difesa italiana”

PoliticaVIDEO | Meloni al vertice Nato: “Autonomia strategica dell’Europa e investimenti intelligenti nella difesa italiana”

ROMA – Un’Europa capace di garantire la propria sicurezza in modo autonomo, “non per fare un favore a qualcuno, ma per non dipendere da nessuno”. È questo il messaggio centrale lanciato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del vertice Nato ad Ankara. Un summit in cui l’Italia ha rivendicato con forza la propria credibilità e centralità strategica all’interno dell’Alleanza Atlantica, respingendo le polemiche interne sulle spese militari e smentendo i rumors su un presunto isolamento diplomatico di Roma. La premier ha esordito mettendo sul tavolo i numeri dell’impegno italiano. Con il 2,8% del PIL investito in difesa e sicurezza, l’Italia rispetta gli impegni assunti con gli alleati, pur mantenendo ferma la propria sovranità sulle modalità e le tempistiche. “Vogliamo rispettare gli impegni e lo faremo”, ha scandito Meloni, “ma lo vogliamo fare stabilendo noi i modi, i tempi e le priorità in base al contesto e alle nostre possibilità”. Per la presidente del Consiglio, l’investimento militare non è in discussione, ma deve tradursi in una reale crescita della capacità difensiva del continente, che deve imparare a camminare sulle proprie gambe.

UOMINI SUL CAMPO E DIFESA INTELLIGENTE

La credibilità italiana, ha spiegato la premier, non si misura solo in percentuali di bilancio, ma soprattutto nel capitale umano messo a disposizione della stabilità internazionale. “L’Italia è un alleato credibile, lo dimostrano 3mila militari italiani impegnati nei principali teatri dell’alleanza”, ha sottolineato con orgoglio, evidenziando che l’Italia è, in assoluto, “la nazione che offre il maggior numero di uomini e donne nelle missioni in cui la Nato è impegnata”. Tuttavia, secondo Meloni, l’evoluzione della geopolitica impone una riflessione qualitativa, oltre che quantitativa, sulle spese per la difesa. Il conflitto in Ucraina ha radicalmente mutato il paradigma della guerra moderna. “Il punto non è quanto investiamo in difesa, ma in cosa”, ha puntualizzato la premier. “La guerra in Ucraina ha dimostrato come carri armati che valgono milioni vengano distrutti da droni da poche migliaia di euro. Serve capire come mettiamo in sicurezza”. In quest’ottica, la leader di Fratelli d’Italia ha tracciato una linea industriale precisa: “Se investiamo nella nostra difesa, quei soldi devono restare in Italia, nelle nostre fabbriche”. Ha poi liquidato con fermezza il dibattito interno sulle coperture economiche: “Questa accusa che viene fatta di un’Italia che chiude gli ospedali per comprare carri armati è ridicola”.

IL SOSTEGNO A KIEV RESTA SOLIDO

In conferenza Meloni ha confermato di aver ribadito la linea italiana direttamente al presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante un incontro bilaterale svoltosi in mattinata che è “andato molto bene”. Sul fronte diplomatico, la premier ha spento sul nascere le polemiche sollevate da alcuni sulla sua assenza nei prossimi appuntamenti istituzionali di inizio settimana. “Lunedì l’Italia ci sarà, e anche martedì con la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e mercoledì con il ministro Tajani. Io sono al sesto vertice in tre settimane e mezzo, questa volta passo. Voi potete pure scrivere dell’isolamento dell’Italia”, ha ironizzato rivolgendosi ai giornalisti. “C’è un disimpegno sull’Ucraina? No. Ma non me ne posso permettere nemmeno uno sull’Italia. Saremo comunque rappresentati dal vicepremier Antonio Tajani”.

NESSUN COMMENTO SU TRUMP E PREOCCUPAZIONE SULL’IRAN

Interpellata sull’ultimo post di Donald Trump che la riguardava direttamente, la premier ha preferito non alimentare il dibattito, mantenendo fede a una linea di assoluto riserbo: “Avevo detto che non sarei tornata sull’argomento e non torno sull’argomento”. Ampio spazio è stato invece dedicato alle forti tensioni in Medio Oriente. Meloni si è detta “molto preoccupata” dagli sviluppi in Iran, sottolineando il rischio tangibile di un “contagio” che possa destabilizzare gli altri quadranti della regione. Escludendo categoricamente l’efficacia delle opzioni militari (“credo non abbiano portato a soluzioni concrete”), la premier ha rimarcato l’importanza del canale diplomatico. “È un’ottima notizia che i negoziati tra Iran e Libano vadano avanti e che sia proprio Roma ad ospitarli”, ha concluso, riaffermando la vocazione dell’Italia come ponte e mediatore di pace nello scenario mediterraneo.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

Potrebbe interessarti

Check out other tags:

Articoli Popolari