ROMA – “L’Italia vuole continuare a essere un Paese industriale?”. Con questo interrogativo diretto e una chiamata alla visione di lungo termine, il presidente di Federmeccanica, Simone Bettini, ha aperto al Kilometro Rosso di Bergamo l’Assemblea Generale 2026. Al centro del suo intervento, il rilancio delle politiche industriali, la difesa di filiere strategiche come l’acciaio e l’automotive, un pragmatico cambio di rotta in Europa e le sfide legate a capitale umano, intelligenza artificiale e welfare negoziale. L’iniziativa si inserisce nel solco del progetto “Wow – Waves of work”, lanciato per governare le trasformazioni del lavoro. “Non bastano più le risposte delle singole imprese davanti ai dazi e ai riassetti geopolitici: serve una visione di Paese per i prossimi dieci o vent’anni”, ha sottolineato Bettini, ribadendo che le politiche del lavoro non possono prescindere da una forte politica industriale in grado di sostenere la competitività.
EX ILVA
Un capitolo centrale del discorso è stato dedicato all’ex Ilva. Bettini ha denunciato il “silenzio assordante” dei media e della politica sulla crisi dello stabilimento di Taranto, ricordando il peso strategico dell’acciaio per la manifattura italiana. “L’Italia vuole ancora produrre il proprio acciaio? Per noi la risposta è sì”, ha affermato Bettini. Pur nel rispetto della magistratura, il leader degli industriali metalmeccanici ha avvertito: “Chiudere l’area a caldo aggiungerebbe al danno la beffa, con miliardi di soldi pubblici spesi solo per le bonifiche. Serve un progetto industriale vero, fondato su competitività, sostenibilità e sull’intervento guidato dello Stato”.
AMBIENTE
Dure critiche sono state rivolte alle politiche europee sulla transizione ecologica, definite prive di pragmatismo. Sull’automotive, Bettini ha chiarito che “la transizione non si fa imponendo una sola tecnologia per calendario, ma valutando i risultati reali”, chiedendo neutralità tecnologica per elettrico, idrogeno, biocarburanti ed e-fuels. “Senza un approccio pragmatico rischiamo la deindustrializzazione”, ha ammonito, criticando anche la burocrazia di strumenti come Industria 5.0. Sui costi energetici e ambientali, Bettini ha lanciato un attacco netto al sistema delle quote di emissione: “Non basta rinviare o correggere l’Ets: va cancellato senza se e senza ma, perché penalizza le fabbriche europee rispetto ai concorrenti americani e asiatici”.
NO GOVERNO-BANCOMAT O INCENTIVI A PIOGGIA
Rivolgendosi al Governo italiano, il presidente di Federmeccanica ha precisato che la categoria “non chiede un Governo-bancomat o incentivi a pioggia”. Le priorità del sistema produttivo rimangono energia a prezzi competitivi, norme semplici, infrastrutture, supporto al credito e incentivi alla crescita dimensionale. “Piccolo non è sempre bello”, ha ricordato Bettini, spingendo su aggregazioni, investimenti in Intelligenza Artificiale e tutela dei marchi storici e strategici nazionali dall’estrazione finanziaria di valore. Ampio spazio è stato dato al fattore demografico e al tema delle competenze. Automazione e IA non devono sostituire l’uomo, ma integrarne le capacità, necessitando di un forte rilancio degli Its, della formazione scientifica (Stem) e di iniziative a favore della parità di genere sostanziale e non burocratica. Bettini ha evidenziato l’efficacia del sistema MetApprendo e degli strumenti contrattuali.
METASALUTE E COMETA
In ambito di welfare aziendale e relazioni sindacali, Federmeccanica ha ribadito la posizione sui fondi negoziali (metaSalute e Cometa). “Nessuno deve speculare su queste risorse. Contestiamo fermamente la portabilità del contributo datoriale verso i prodotti pensionistici individuali (Pip) e chiediamo la cancellazione della tassazione del 10% su queste somme”. Richiesta un’ulteriore detassazione dei premi di risultato e della contrattazione aziendale. Concorrenza leale: Bettini ha sottolineato l’esigenza di un Ccnl unitario come “casa di tutta la metalmeccanica”, mettendo in guardia contro il “dumping contrattuale” derivante da sovrapposizioni improprie tra imprese industriali e artigiane. “Un investimento fatto oggi deve produrre valore per i decenni a venire. Gli imprenditori scelgono l’industria ogni mattina: chiediamo a Governo, Europa e Parti Sociali di fare la propria parte per continuare a produrre e innovare in Italia”, ha concluso Bettini.
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