domenica, Novembre 1, 2026

I droni della droga diventano armi: il piano di Hamas per futuri attacchi

Hamas starebbe accumulando decine e decine di droni, solitamente utilizzati per trasportare droga, che sono stati riconvertiti in armi esplosivi

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Midterm, sono le elezioni più costose di sempre: ecco quanto è stato speso finora

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Teheran definisce “terroriste” la Royal Navy e la Royal Air Force britanniche

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Ucraina, Guerini: “Se Pd va al governo, più aiuti militari a Kiev”

AttualitàUcraina, Guerini: "Se Pd va al governo, più aiuti militari a Kiev"

(Adnkronos) – “Se saremo chiamati al governo, dovremmo contribuire agli aiuti militari all’Ucraina in maniera più consistente di quanto abbia fatto il governo Meloni, che per un anno, dal novembre 2025, non ha inviato più niente a Zelenski”. E’ la posizione Lorenzo Guerini, esponente del Pd nel libro di Bruno Vespa “Storia della seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein”, in uscita oggi da Mondadori e Rai Libri. 

“Vorrei ricordare che il secondo governo Conte, di cui ero ministro della Difesa, ha fatto registrare il maggior incremento di spese militari degli ultimi anni. Fu istituito per la prima volta un fondo pluriennale di investimenti per la difesa. Siamo partiti da una spesa pari all’1% del Pil e siamo arrivati all’1,6%. Anche la difesa europea dovrà appoggiare sul rafforzamento delle capacità militari nazionali, all’interno di una pianificazione e di un comando comuni”, aggiunge Guerini. 

In queste ore proprio Giuseppe Conte, leader del M5S e alleato del Pd nel campo largo, ribadisce la posizione pentastellata. Sull’Ucraina “c’è molta ipocrisia, non stiamo mandando neanche più le armi, neppure l’Italia, da un anno. Adesso hanno difficoltà a fare un nuovo decreto. E non si vogliono sedere al tavolo negoziale perché tutti a parole, addirittura nell’Unione europea, stanno litigando e non trovano nell’imbarazzo totale un negoziatore”, dice intervenendo a Accordi & Disaccordi sul Nove. “Ma trovare un negoziatore non è che è risolto il problema perché non è mica un fantoccio che mandi lì per rasserenare le opinioni pubbliche. Per noi, per me, per il mio Movimento e per tutti coloro che mi fermano per strada porre fine a questa guerra è una priorità”, aggiunge. 

“Se c’è qualcuno all’interno dell’Unione europea che ritiene che assolutamente dobbiamo ritornare allo status precedente all’aggressione e dobbiamo ottenere una vittoria su tutti i punti, un trattato di pace non si farà mai. Dobbiamo contemperare gli interessi in gioco, difendere, perché noi siamo da questo lato, gli interessi della popolazione ucraina però, ad esempio, dobbiamo anche dire che è stata una follia non rassicurare la Russia sul fatto che l’Ucraina sarebbe stata fuori in prospettiva anche dalla Nato”, dice ancora. 

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