lunedì, Novembre 2, 2026

Identificate le due italiane vittime dell’incidente ferroviario in Spagna

Sono l'italo-argentina Ana Martina Conte Grand, 32 anni, e l'italo-venezuelana Daniela Millan Parlanti, 40 anni

Manifestazione contro Eisenkot davanti alla sua abitazione: “Traditore, hai ucciso tuo figlio”

Dimostranti hanno preso di mira l'abitazione dell'ex capo di stato maggiore dell'Idf e leader di Yashar nella notte tra domenica e lunedì

In Cisgiordania l’esercito israeliano annuncia la fine dei raid a Hebron

L'operazione militare è durata undici giorni e ha coinvolto 3.300 palestinesi

Il 2 novembre è il giorno dei morti tra cimiteri, tavole apparecchiate e candele

Visite ai cimiteri, candele, dolci tipici e anche alcune superstizioni legate al ritorno dei morti: quali sono le tradizioni del 2 novembre

Elezioni in Israele, Liberman frena su Eisenkot: è stallo sulle consultazioni e sulla presidenza della Knesset

Dall'Italia e dal MondoElezioni in Israele, Liberman frena su Eisenkot: è stallo sulle consultazioni e sulla presidenza della Knesset

ROMA – Il leader della formazione nazionalista Yisrael Beytenu, Avigdor Liberman, ha incontrato l’ex capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane e attuale leader del partito centrista Yashar, Gadi Eisenkot, rifiutandosi tuttavia di impegnarsi a raccomandare il suo nome al presidente Isaac Herzog per l’incarico di primo ministro.

È quanto riferisce il Times of Israel, riprendendo le indiscrezioni dell’emittente pubblica Kan e del portale Ynet sui negoziati in corso dopo le elezioni generali della scorsa settimana, concluse senza una maggioranza definita per nessuno dei due schieramenti.

L’INCONTRO TRA I DUE LEADER E GLI EQUILIBRI DEL BLOCCO

Secondo le fonti citate dall’emittente Kan, nel corso del faccia a faccia di sabato Liberman non ha concesso il proprio appoggio a Eisenkot, il cui partito Yashar, forte di 21 seggi, rappresenta la prima forza del cosiddetto “blocco del cambiamento”. Domenica Liberman ha avuto un colloquio anche con Yair Lapid, numero due della lista B’Yachad guidata dall’ex premier Naftali Bennett. Sia Bennett (accreditato di 12 seggi) sia Yair Golan, alla guida della formazione di sinistra dei Democratici (8 seggi), hanno già ufficializzato l’intenzione di indicare Eisenkot a Herzog in occasione dei colloqui al palazzo presidenziale previsti per mercoledì.

In base alla ricostruzione di Ynet, Liberman ha mosso rilievi critici alla condotta elettorale di Eisenkot, sostenendo che l’ipotesi di varare un esecutivo di minoranza con il supporto esterno delle formazioni a maggioranza araba abbia penalizzato il blocco alle urne. Il leader di Yisrael Beytenu (7 deputati) ha ribadito la propria linea: indisponibilità a sedere in una compagine che includa partiti arabi, ma al tempo stesso rifiuto di far parte di un governo presieduto da Benjamin Netanyahu.

IL NODO DELLA PRESIDENZA DELLA KNESSET E L’AVVERTIMENTO DEL LIKUD

Il confronto investe direttamente gli assetti della Knesset. Liberman, riporta la stampa locale, reclama per il deputato del suo partito Oded Forer la carica di presidente del parlamento, sostenendo che gli eletti di Yashar non dispongano della necessaria esperienza legislativa. Una candidatura, quella di Forer, su cui pesa la probabile contrarietà dei parlamentari arabi.

La tabella di marcia del blocco di Eisenkot contemplava l’avvicendamento tempestivo dell’attuale presidente della Camera, l’esponente del Likud Amir Ohana, passaggio propedeutico a incardinare i lavori d’aula su due priorità: l’istituzione di una commissione d’inchiesta sui fallimenti legati all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e l’elezione del nuovo Revisore dei Conti dello Stato, casella rimasta scoperta dopo che l’Alta Corte di Giustizia ha annullato la nomina dell’avvocato personale del premier, Michael Rabello.

Sulla vicenda è intervenuto direttamente l’entourage di Netanyahu: stando a quanto riferito da Kan, i consiglieri del primo ministro hanno comunicato a Eisenkot che non verrà avviato alcun tavolo per un esecutivo di unità nazionale comprendente il Likud qualora Ohana venga destituito o siano in atto iniziative per farlo decadere. Fonti vicine a Eisenkot hanno replicato che il percorso per sostituire Ohana andrà avanti e che l’ingresso in una coalizione guidata da Netanyahu resta escluso. In parallelo, il capogruppo della maggioranza uscente, Ofir Katz (Likud), ha scartato la possibilità di accordi basati sulla rotazione della carica di capo del governo.

LE VALUTAZIONI DI WASHINGTON

Sullo sfondo restano le dichiarazioni dell’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, rilasciate alle emittenti americane Newsmax e NewsNation. Il diplomatico ha espresso riserve sull’eventuale presenza in maggioranza di deputati arabi che non abbiano condannato i massacri del 7 ottobre, rilevando come quegli eventi abbiano determinato uno spostamento generale verso destra dell’elettorato e delle forze politiche israeliane sui temi di sicurezza. Huckabee ha inoltre menzionato l’esistenza di un’indagine formale dello Shin Bet su presunte interferenze esterne nella recente consultazione elettorale, i cui esiti rimangono per il momento riservati.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

Potrebbe interessarti

Check out other tags:

Articoli Popolari