ROMA – Il carovita e la salvaguardia della democrazia sono i temi che preoccupano maggiormente gli elettori americani, stando a un sondaggio condotto dall’istituto di ricerca brasiliano Atlas Intel su un campione di 3.566 intervistati, condotto tra il 28 ottobre e il primo novembre.
In una lista di 15 argomenti – che spaziano dall’economia, al welfare, ai principali conflitti in cui il Paese ha un ruolo diretto o indiretto, eccezion fatta per l’Iran – per il 46,1% degli intervistati la principale sfida a cui i prossimi membri del Congresso dovranno rispondere riguarda l’inflazione e il costo della vita, subito seguito dal 46% da chi indica invece la salvaguardia della democrazia. Guardando più nel dettaglio, la preoccupazione per il costo della vita è più diffusa tra le persone non binarie (53,9%) e gli uomini (50%) che tra le donne (42,2%). Quanto all’età, è la fascia della generazione z (Gen z) degli under 29 a preoccuparsi di più: sono quasi il 64%, e man mano che l’età sale la preoccupazione scende: tra i 30-44enni sono il 52,6%, tra i 45-64enni il 43,7% e infine tra gli over 65 sono il 36,1%.
(Foto di copertina: gli elettori si mettono in fila per votare presso un seggio allestito all’interno di un centro commerciale ad Anchorage, in Alaska, il 2 novembre 2026, alla vigilia delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Foto di CHARLY TRIBALLEAU / AFP)
Sono le donne invece le prime a considerare la tutela della democrazia negli Stati Uniti la principale sfida per il futuro del Paese: sono il 47,6% degli intervistati, seguite dal 44,4% degli uomini e dal 40,8% di chi ha preferito non indicare un genere. Guardando al dato generazionale, in questo ambito i timori sono direttamente proporzionali all’aumentare dell’età: i più preoccupati sono gli over 65 (52,5%), poi la fascia degli intervistati tra i 45 e i 64 anni (45,5%), quella tra i 30 e i 44 anni (45,0%) e infine i giovani tra i 18 e i 29 anni (35,1%).
La terza sfida percepita come più pressante riguarda l’economia e il mercato del lavoro, indicata dal 40,6% degli intervistati. Di questi, la maggior parte sono uomini (47,1%) e appartenenti alla “Gen z” (56,3%), seguiti dai 45-64enni (40,2%), dai 30-44enni (39,7%) e infine dagli over 65 (33,7%).Al quarto posto, ancora più di un terzo degli intervistati (32,5%) si preoccupa delle politiche migratorie, delle deportazioni e delle azioni dell’Ice, tema che torna più tra gli over 65 (38,5%) che tra gli under 29 (20,1%).La sanità è una sfida percepita dal 24,7% degli intervistati, piazzandosi in quinta posizione. Seguono al sesto posto il debito pubblico (22,5%), povertà e disuguaglianze (16,4%) al settimo, cambiamento climatico e istruzione a parimerito col 9,4%, all’ottavo e nono posto. Decimo, undicesimo e dodicesimo posto sono rispettivamente occupati dalla sfida delle tasse (8,9%), dalla criminalità (8,6%) e ai diritti riproduttivi (7,8%). I temi riguardanti i conflitti internazionali occupano la coda di questa classifica: solo il 6,6% degli intervistati pensa che la competizione Stati Uniti-Cina sia una sfida per il futuro parlamento, il 5,3% si preoccupa del conflitto israelo-palestinese, mentre la guerra in Ucraina è all’ultimo posto, col 4,8%. Non compare invece il conflitto con l’Iran, che Trump ha minacciato di riprendere dopo il voto di midterm.
Un ultimo sguardo alle proposte politiche. Il 51% è assolutamente favorevole al diritto di aborto a livello federale, contro il 33% che si dice assolutamente contrario, il 50% vedrebbe con favore una patrimoniale sui ricchi contro il 21% assolutamente contrario, il 47% dice sì a sussidi per l’energia pulita contro il 15% contrario. Il 51% invece sarebbe contento dell’abolizione dell’Obamacare contro il 31% assolutamente contrario, il 35% dice no al riconoscimento dello Stato di Palestina contro il 34% che invece sarebbe del tutto favorevole, mentre il 13% degli intervistati dice sì al sostegno finanziario a Israele a fronte di un 47% contrario. L’ipotesi di un’uscita degli Stati Uniti dalla Nato incontra solo il 23% dei consensi: il 55% che si dice invece del tutto contrario.
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