ROMA – I genitori e le figure di riferimento devono cercare di stare attentissimi “a tutto quello che i loro ragazzi fanno nel mondo digitale, perché quello che può sembrare un semplice gioco online potrebbe magari essere l’anticamera di comportamenti potenzialmente molto pericolosi e a contenuto sessualmente esplicito, che potrebbero poi finire nelle mani di malintenzionati”. Lo dichiara Giulia Martucci, vicequestore di Roma, dopo la notizia odierna dell’inchiesta a tema pedopornografia e adescamento online che oggi hanno portato sette arresti e 23 denunce. L’appello di Martucci è rivolto “alle figure adulte, alle figure genitoriali”.
L’inchiesta di Roma, di cui si è occupata la Polizia di Stato, ha preso le mosse dalla denuncia della madre di una giovane ragazza di 13 anni che su una piattaforma di messaggistica istantanea era stata adescata e indotta da un adulto a partecipare a un gioco erotico online a contenuto sessualmente esplicito.La ragazzina era stata convinta a partecipare a un gioco erotico denominato “Omegle Game“. Tale gioco on-line consisteva in una serie di sfide a contenuto sessualmente esplicito, con cui l’adulto interlocutore attribuiva un punteggio ai comportamenti erotici di un numero indeterminato di giovani partecipanti di volta in volta adescate. Ad esempio, venivano attributi 5 punti nel togliersi una maglietta, 10 punti nel mostrare in chat la propria biancheria intima, fino ad arrivare ad un massimo di 50 punti al compimento di atti di autoerotismo. Tale canale di messaggistica istantanea, su cui in seguito sono stati rinvenuti numerosi ulteriori filmati realizzati con modalità in registrazione schermo, ritraenti videochiamate effettuate ad hoc, permetteva agli utenti accreditati di chattare, sia tramite testo che video, con sconosciuti adulti abbinati casualmente. Per poter partecipare al gioco, occorreva essere introdotti allo stesso attraverso un link di invito, effettuando un pagamento elettronico o in criptovalute.
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