NAPOLI – Esponenti dei clan camorristici Esposito/Marsicano, Lago e Perfetto, attivi nel quartiere di Pianura, sono stati colpiti dalle misure eseguite oggi dalla polizia, nell’ambito di un’operazione descritta nel corso di una conferenza stampa con il procuratore di Napoli Nicola Gratteri.Sono state 28 le persone raggiunte da una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale Antimafia, per i reati di associazione di stampo mafioso, estorsione, traffico di stupefacenti, spaccio di stupefacenti, detenzione e porto abusivi di armi da fuoco, vendita abusiva di armi da fuoco, aggravati dal metodo mafioso.Il provvedimento all’esito delle indagini condotte dalla Squadra mobile di Napoli, con l’ausilio del commissariato di Pianura, e coordinate dalla Direzione distrettuale Antimafia.
Le investigazioni, avviate alla fine del 2024, hanno documentato una prima fase di scontro armato tra le fazioni camorristiche del clan Esposito/Marsicano, da un lato, e dello storico clan Lago, dall’altro.In questo primo periodo di indagini, si legge in una nota della procura, “svariati sono stati gli episodi di violenza registrati, tra i quali numerose stese, con esplosione di colpi d’arma da fuoco a scopo intimidatorio e quello, più eclatante, dell’attentato dinamitardo sotto l’abitazione di uno dei vertici dei clan in lotta. L’esplosione, avvenuta nel novembre del 2024, causò gravi danni allo stabile nel quale viveva uno degli indagati e a numerose auto in sosta e, solo per caso fortuito, non cagionò danni a persone”.Poco dopo questi eventi, precisamente nel dicembre 2024, uno degli esponenti di vertice del clan Pesce/Marfella, oramai disgregato per via giudiziaria, una volta scarcerato dava vita ad un nuovo sodalizio da lui capeggiato, oggi ricostruito con la denominazione clan Perfetto: l’indagato, nonostante la giovane età, in breve tempo avrebbe organizzato sul territorio una “struttura criminale verticistica che soppiantava completamente gli altri due gruppi criminali in lotta, esercitando un controllo capillare di tutte le attività illecite”.
Il capoclan avrebbe inoltre organizzato, nello stabile in cui vive, la più fiorente attività di spaccio dell’intero territorio in questione, gestita direttamente dai suoi affiliati e attiva h24 per la vendita di ogni tipo di droga.A tale gestione diretta avrebbe affiancato l’imposizione a tutti i gestori di piazze di spaccio dell’obbligo di versare nelle casse del clan il 50% dei profitti delle vendite o, in taluni casi, di quello di rifornirsi di sostanza stupefacente esclusivamente da lui.Analoghe tangenti estorsive sarebbero state pretese da chiunque, sul territorio di “sua competenza”, svolgesse attività illecite, con particolare riferimento alle truffe finanziarie e telematiche, foriere di considerevoli guadagni. Nel corso delle indagini numerosi sono stati i sequestri di armi – anche lunghe e da guerra – con relativo munizionamento, di droga, materiale per il confezionamento dello stupefacente e giubbotti antiproiettile.
Il clan Perfetto, ormai egemone, avrebbe intessuto una fitta rete di contatti anche con esponenti di altri sodalizi camorristici, operanti sia nell’area flegrea che nell’area nord di Napoli, prevalentemente finalizzati alla gestione dei traffici illeciti di sostanze stupefacenti. Sarebbe, infine, emerso come il capoclan, gestendo una ricca cassa comune, avrebbe curato il mantenimento di tutti gli affiliati detenuti – attraverso la corresponsione della cosiddetta “mesata” – e le spese legali per i sodali arrestati.
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