martedì, Novembre 3, 2026

Una nuova era glaciale era in arrivo, ma il riscaldamento globale l’ha fermata: cosa ci racconta la calotta di Barnes

Uno studio condotto sulla calotta glaciale di Barnes, in Canada, ha individuato l'inizio della prossima era glaciale nel 1960 circa. ma poi il processo si è arrestato per colpa del riscaldamento globale

Perchè Eisenkot merita attenzione – Il commento di Umberto De Giovannangeli

Il commento di Umberto De Giovannangeli sulla situazione in Israele a una settimana dal voto del 27 ottobre

Il Qatar: “C’è ancora speranza per un accordo Usa-Teheran”

L'Iran e gli Stati Uniti sarebbero al lavoro per esaminare le proposte di accordo presentate dai mediatori per porre fino al conflitto

Il giorno del Midterm, ma 57 milioni di americani hanno già votato

"Early voting" da record, quando a mezzogiorno (in Italia) si aprono le urne delle elezioni che Trump ha definito "le più importanti della nostra vita"

Carovita, democrazia, lavoro: cosa interessa di più agli americani che votano per le elezioni di Midterm

Dall'Italia e dal MondoCarovita, democrazia, lavoro: cosa interessa di più agli americani che votano per le elezioni di Midterm

ROMA – Il carovita e la salvaguardia della democrazia sono i temi che preoccupano maggiormente gli elettori americani, stando a un sondaggio condotto dall’istituto di ricerca brasiliano Atlas Intel su un campione di 3.566 intervistati, condotto tra il 28 ottobre e il primo novembre.

In una lista di 15 argomenti – che spaziano dall’economia, al welfare, ai principali conflitti in cui il Paese ha un ruolo diretto o indiretto, eccezion fatta per l’Iran – per il 46,1% degli intervistati la principale sfida a cui i prossimi membri del Congresso dovranno rispondere riguarda l’inflazione e il costo della vita, subito seguito dal 46% da chi indica invece la salvaguardia della democrazia. Guardando più nel dettaglio, la preoccupazione per il costo della vita è più diffusa tra le persone non binarie (53,9%) e gli uomini (50%) che tra le donne (42,2%). Quanto all’età, è la fascia della generazione z (Gen z) degli under 29 a preoccuparsi di più: sono quasi il 64%, e man mano che l’età sale la preoccupazione scende: tra i 30-44enni sono il 52,6%, tra i 45-64enni il 43,7% e infine tra gli over 65 sono il 36,1%.

(Foto di copertina: gli elettori si mettono in fila per votare presso un seggio allestito all’interno di un centro commerciale ad Anchorage, in Alaska, il 2 novembre 2026, alla vigilia delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Foto di CHARLY TRIBALLEAU / AFP)

Sono le donne invece le prime a considerare la tutela della democrazia negli Stati Uniti la principale sfida per il futuro del Paese: sono il 47,6% degli intervistati, seguite dal 44,4% degli uomini e dal 40,8% di chi ha preferito non indicare un genere. Guardando al dato generazionale, in questo ambito i timori sono direttamente proporzionali all’aumentare dell’età: i più preoccupati sono gli over 65 (52,5%), poi la fascia degli intervistati tra i 45 e i 64 anni (45,5%), quella tra i 30 e i 44 anni (45,0%) e infine i giovani tra i 18 e i 29 anni (35,1%).

La terza sfida percepita come più pressante riguarda l’economia e il mercato del lavoro, indicata dal 40,6% degli intervistati. Di questi, la maggior parte sono uomini (47,1%) e appartenenti alla “Gen z” (56,3%), seguiti dai 45-64enni (40,2%), dai 30-44enni (39,7%) e infine dagli over 65 (33,7%).Al quarto posto, ancora più di un terzo degli intervistati (32,5%) si preoccupa delle politiche migratorie, delle deportazioni e delle azioni dell’Ice, tema che torna più tra gli over 65 (38,5%) che tra gli under 29 (20,1%).La sanità è una sfida percepita dal 24,7% degli intervistati, piazzandosi in quinta posizione. Seguono al sesto posto il debito pubblico (22,5%), povertà e disuguaglianze (16,4%) al settimo, cambiamento climatico e istruzione a parimerito col 9,4%, all’ottavo e nono posto. Decimo, undicesimo e dodicesimo posto sono rispettivamente occupati dalla sfida delle tasse (8,9%), dalla criminalità (8,6%) e ai diritti riproduttivi (7,8%). I temi riguardanti i conflitti internazionali occupano la coda di questa classifica: solo il 6,6% degli intervistati pensa che la competizione Stati Uniti-Cina sia una sfida per il futuro parlamento, il 5,3% si preoccupa del conflitto israelo-palestinese, mentre la guerra in Ucraina è all’ultimo posto, col 4,8%. Non compare invece il conflitto con l’Iran, che Trump ha minacciato di riprendere dopo il voto di midterm.

Un ultimo sguardo alle proposte politiche. Il 51% è assolutamente favorevole al diritto di aborto a livello federale, contro il 33% che si dice assolutamente contrario, il 50% vedrebbe con favore una patrimoniale sui ricchi contro il 21% assolutamente contrario, il 47% dice sì a sussidi per l’energia pulita contro il 15% contrario. Il 51% invece sarebbe contento dell’abolizione dell’Obamacare contro il 31% assolutamente contrario, il 35% dice no al riconoscimento dello Stato di Palestina contro il 34% che invece sarebbe del tutto favorevole, mentre il 13% degli intervistati dice sì al sostegno finanziario a Israele a fronte di un 47% contrario. L’ipotesi di un’uscita degli Stati Uniti dalla Nato incontra solo il 23% dei consensi: il 55% che si dice invece del tutto contrario.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

Potrebbe interessarti

Check out other tags:

Articoli Popolari