ROMA – A quanto si apprende è iniziato a Palazzo Chigi l’incontro tra Governo e organizzazioni sindacali relativo all’ex stabilimento Ilva di Taranto, presieduto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.Per l’esecutivo sono presenti: il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti (in video collegamento), il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso; il ministro per gli Affari europei, le Politiche di coesione e il Pnrr, Tommaso Foti; il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone; il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Politiche per il Sud, Luigi Sbarra.Per le organizzazioni sindacali sono presenti Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil, Ugl Metalmeccanici, Usb e Federmanager. Sono presenti, inoltre, i rappresentanti di Invitalia, i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e i commissari straordinari del Gruppo Ilva.
DE PALMA (FIOM): “SALVARE PRODUZIONE E OCCUPAZIONE”
“I lavoratori sono mobilitati per il blocco dei licenziamenti, nella situazione in cui siamo pensiamo che la nosra proposta sia l’unica praticabile, una società pubblica che dia continuità alla decarbonizzazione e garantisca produzione e occupazione, il ritardo ha creato una situazione complessa ora il tema è come si salvaguardano i lavoratori, la salute dei cittadini di Taranto e la produzione”. Così il segretario della Fiom Michele De Palma, arrivando a palazzo Chigi per il tavolo sulla ex Ilva con il governo.Per De Palma il rischio è “fermare la produzione di acciaio. Il Paese deve rispondere a delle domande: vogliamo continuare a produrre acciaio o vogliamo diventare dipendenti da altri Paesi? Vogliamo avere 10.000 persone in cassa integrazione a zero ore oppure avere persone che lavorano per garantire la sovranità industriale del nostro Paese? L’incontro a Palazzo Chigi è fondamentale, ci devono dare delle risposte”, conclude.
UILM: “PRIORITÀ BLOCCO LICENZIAMENTI INDOTTO, VICENDA VERGOGNOSA”
“La priorità assoluta è parlare del blocco dei licenziamenti dei lavoratori degli appalti, che sono i più esposti da 14 anni di questa vergognosa vicenda. Vogliamo poi trovare risposte sulle soluzioni straordinarie che abbiamo chiesto, di carattere salariale, sociale e occupazionale, anche attraverso strumenti di risarcimento per tutti i lavoratori diretti dell’Ilva e degli appalti. Il baricentro della discussione deve essere focalizzato sul destino dei lavoratori, che per me è assolutamente la priorità in questa trista vicenda”. Così Davide Sperti, segretario generale Uilm, arrivando all’incontro sull’ex Ilva a Palazzo Chigi.
FIM: “BLOCCO LICENZIAMENTI E AMMORTIZZATORI DEDICATI”
“E’ fondamentale il blocco dei licenziamenti”. Lo dice il segretario della Fim, Ferdinando Uliano, entrando a Palazzo Chigi per l’incontro tra Govero e sindacati sull’ex Ilva.”Vogliamo garanzie- spiega- affinché si costruiscano gli ammortizzatori dedicati perché consentono di dare certezze ai lavoratori. Ma è fondamentale poi che si comprenda come si vuole rispondere al tema della continuità produttiva. Non dimentichiamoci che se non si trova una soluzione la prospettiva per i diretti dell’Ilva è la cassa integrazione tranne 500-600 persone. Discutere di continuità produttiva significa non chiudere l’Ilva e costruire le condizioni per fare in modo che ci sia la produzione di acciaio”.Al governo dice: “Non ci basta che ci dicano che c’è un bando aperto. Serve una responsabilità da parte del Governo nel dirci come si disegnerà il futuro dell’Ilva. Rimandare la palla ai privati, che fino ad oggi non hanno presentato nessun piano chiaro, non è il modo di affrontare il tema industriale. Poi abbiamo tutte le altre discussioni legate alla possibilità di prepensionamenti, incentivi alle uscite piuttosto che i lavori usuranti, l’integrazione al reddito dei lavoratori”, conclude.
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