giovedì, Ottobre 22, 2026

Un’onda immensa di luci e persone: migliaia in piazza con la Lista studentesca a Belgrado

Da Belgrado, in Serbia, arrivano le immagini della grande festa per il raduno finale della Lista studentesca, il movimento nato dalle proteste popolari del 2024

La Toscana darà 500 euro alle neomamme: “È diventata una questione politica”

L'annuncio è arrivato dal governatore Eugenio Giani, che vorrebbe far partire la misura da febbraio-marzo. In Toscana nascono appena 20 mila bimbi l'anno

Offensiva Houthi, troppi rischi. Saudi Aramco manda a casa i dipendenti: “Lavorate da remoto”

La decisione riguarda i lavoratori della sede di Dahran, in Arabia Saudita. La compagnia petrolifera è stata già attaccata a inizio mese e ieri due persone sono state uccise in un aeroporto

Ucraina, Putin: “Pace possibile, ma garanzia per tutti”

In caso di accordo, dice Putin, le garanzie di sicurezza devono valere per tutti i Paesi. E assicura: "Tutti gli obiettivi dell’'operazione militare speciale' saranno raggiunti"

Kasia Smutniak: con “Mustang” vi mostro chi sono io veramente

VideonewsKasia Smutniak: con "Mustang" vi mostro chi sono io veramente

Festa del Cinema, il film sulla scuola in Nepal in memoria di Taricone

Roma, 19 ott. (askanews) – Kasia Smutniak porta alla Festa del Cinema di Roma in concorso un racconto molto intimo: in “Mustang” racconta il luogo dove ha fondato la scuola in memoria del suo ex compagno Pietro Taricone, mostrandoci anche le immagini del loro primo viaggio insieme. L’attrice-regista, attraverso i filmati di repertorio ritrovati dalla figlia Sophie, coinvolge gli spettatori in quei lunghi viaggi compiuti dal 2003 ad oggi verso quel remoto villaggio del Nepal. Luoghi sospesi nel tempo che rappresentano anche una riconnessione con se stessa. “Negli anni questo strano posto, così diverso, così lontano è diventato casa. – ha detto Smutniak -Forse solo adesso, forse guardando questo film, chi potrebbe mai essere curioso di chi sono io. ecco, io sono quella roba lì”. Attraverso la voce di Sophie Kasia ripercorre oltre vent’anni di vita e l’impegno, tra mille difficoltà e ostacoli, per preservare la scuola che ha consentito a tanti bambini di quella regione di proseguire gli studi, senza dover abbandonare le proprie famiglie. Un percorso nato dall’incontro con una donna speciale, Kunzoum, che guida la scuola: “Kunzoum per me è il centro della bussola, è come se lei, con la sua totale semplicità, con la sua vitalità, con la sua gioia, mi indicasse dove è il centro” ha affermato la regista.

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