ROMA – Un gruppo di manifestanti di destra si è radunato nella notte tra domenica e lunedì davanti all’abitazione di Gadi Eisenkot, leader del partito centrista Yashar ed ex capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), scandendo cori contro l’ex generale e accusandolo al megafono della morte del figlio.
L’episodio, documentato da video diffusi sui social media, ha innescato la netta reazione del partito di Eisenkot e dei vertici delle forze politiche d’opposizione, che hanno attribuito la contestazione al clima politico alimentato dalla maggioranza di governo nel pieno delle trattative post-elettorali.
LA CONTESTAZIONE SOTTO CASA
איזו ״אחדות״ בדיוק אפשר לעשות עם האיש ששלח את הביריונים שלו לצעוק לרא״ל במיל׳ גדי איזנקוט ״בוגד! בוגד! בוגד!״ מחוץ לבית, ולהאשים אותו שהוא רצח(!) את בנו גל איזנקוט ז״ל ואת שני אחייניו, חיילי צה״ל הגיבורים שנפלו בקרבות בעזה?
אין ולא תהיה שום ״אחדות״ עם ארגון הליכוד בראשות ראש… pic.twitter.com/HmCQCu0B96
— Nava Rozolyo נאווה רוזוליו (@rozolyo) November 1, 2026
Secondo quanto documentato nei filmati, uno dei dimostranti ha utilizzato un megafono per gridare in direzione dell’edificio: “Hai assassinato tuo figlio, traditore!”, mentre altri presenti si univano al coro ripetendo la parola “traditore”.
La contestazione fa riferimento alla scomparsa del riservista venticinquenne Gal Meir Eisenkot, figlio minore dell’ex generale, rimasto ucciso in combattimento nel nord della Striscia di Gaza nel dicembre 2023 durante la guerra contro Hamas. Nel corso del medesimo conflitto, la famiglia Eisenkot ha subito anche la perdita di due nipoti. Eisenkot, che guida la formazione più votata del fronte d’opposizione con 21 seggi dopo le recenti elezioni generali, ha servito nelle Forze di difesa israeliane per 41 anni, ricoprendo l’incarico di capo di stato maggiore tra il 2015 e il 2019.
LE REAZIONI POLITICHE: LE NOTE DI YASHAR, GOLAN E LAPID
A stretto giro è arrivata la replica formale del partito Yashar: “La contestazione avvenuta fuori dall’abitazione del presidente Gadi Eisenkot è la diretta conseguenza di una leadership politica che ha cancellato ogni limite pur di rimanere al potere. Questo è lo spirito che si respira nell’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu ed è un’ulteriore prova dell’urgente necessità di sostituire il suo governo al più presto, per il bene dello Stato e della società israeliana”.
Sulla stessa linea il leader del partito dei Democratici ed ex vicecapo di stato maggiore, Yair Golan, che ha diffuso un messaggio di sostegno a Eisenkot: “Alcuni esponenti vicini alla coalizione di governo si sono presentati a casa del mio collega Gadi Eisenkot gridandogli che ha ucciso suo figlio. Questo è il linguaggio diffuso per colpire gli avversari. L’obiettivo delle forze di opposizione resta quello di formare un nuovo governo per porre fine a questa retorica e riportare il confronto pubblico entro i canoni del rispetto”.
Anche l’ex primo ministro Yair Lapid, presidente di Yesh Atid, è intervenuto per stigmatizzare l’accaduto e manifestare vicinanza a Eisenkot e alla sua famiglia, domandandosi “come sia stato possibile instillare un simile livello di astio verso chi ha dedicato la propria vita in divisa allo Stato”. Sulla vicenda ha scritto infine il giornalista e analista Ben Caspit, ricordando la lunga carriera militare di Eisenkot al servizio del Paese e i gravi lutti subiti dalla sua famiglia in guerra.
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