ROMA – Sono oltre 57 milioni gli americani che hanno già votato in vista delle elezioni di midterm negli Stati Uniti. Secondo un monitoraggio dell’emittente Nbc, ieri sera erano già state depositate esattamente 57.243.189 schede. Nel 2022, alle precedenti elezioni di metà mandato, i voti anticipati si erano fermati a quota 45,9 milioni.
Oggi si apre l’ultimo giorno di votazioni: in gioco c’è il rinnovo del Congresso e l’elezione di 35 senatori, con i democratici che proveranno a ottenere il controllo di una o entrambe le Camere, a discapito dei repubblicani. Ieri, parlando al Lincoln Memorial di Washington, il presidente Donald Trump ha definito il voto “il più importante” della “vita”.Secondo il quotidiano New York Times, il numero di schede già depositate supera in tutti gli Stati considerati decisivi per la competizione al Senato il totale dei voti anticipati registrato nell’intero ciclo elettorale del 2022.
Gli incrementi più significativi riguardano la Carolina del Sud, dove i voti anticipati sono saliti a 1,1 milioni, il 75% in più rispetto ai 619.600 del 2022, e il Texas, con 7,7 milioni di schede, in crescita del 41% rispetto ai 5,5 milioni di quattro anni fa.In Carolina del Nord sono stati espressi 2,8 milioni di voti anticipati, il 29% in più rispetto ai 2,2 milioni del 2022. In Michigan il totale è di 2,3 milioni (+26%), mentre in Ohio ha raggiunto 1,7 milioni (+18%).In Georgia sono stati già registrati 2,8 milioni di voti, il 13% in più rispetto ai 2,5 milioni del precedente ciclo elettorale. In Kansas le schede anticipate sono 470.200 (+17%), in Iowa 464.700 (+25%) e nel Maine 295.400 (+25%).
Anche in Alaska si registra un incremento, con 85.000 voti anticipati contro i 70.200 del 2022 (+21%). Fa eccezione il Nebraska, dove i voti sono 237.100, in calo del 10% rispetto ai 264.000 di quattro anni fa.
L’analisi del New York Times segnala inoltre un aumento della “componente democratica” tra gli elettori che hanno già votato in diversi Stati. Secondo il giornale, tuttavia, l’aumento della partecipazione iniziale non consente di prevedere con affidabilità l’esito dello scrutinio. I dati non indicano infatti quale partito prevarrà nei singoli Stati né quale sarà l’affluenza complessiva. Una parte degli elettori che in passato avrebbe votato nel giorno delle consultazioni potrebbe infatti aver semplicemente anticipato il proprio voto. Inoltre, nelle recenti tornate circa la metà dei voti a livello nazionale è stata espressa proprio durante l'”Election Day”.
Il significato dei numeri dell'”early voting” sarà dunque valutabile soltanto dopo la chiusura dei seggi e lo scrutinio delle schede. Nel 2024, del resto, l’aumento del voto anticipato in presenza aveva portato a sovrastimare le previsioni sull’affluenza complessiva.I primi Stati dove si apriranno i seggi saranno oggi Connecticut, Indiana, Kentucky, Louisiana, Maine, Missouri, New Jersey, New York e Virginia: l’appuntamento è alle 6 ora locale, mezzogiorno in Italia.
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