martedì, Novembre 3, 2026

Re Carlo ai leader del Commonwealth: “La tratta degli schiavi? Un capitolo vergognoso della storia”

Il sovrano ha parlato "dell'ingiustizia più mostruosa" nel discorso tennuto in apertura di un vertice con i Capi di Governo del Commonwealth ad Antigua

Isaac Herzog, arbitro ‘ponderato e cauto’ del voto in Israele

Il presidente avvia le consultazioni per il decidere a chi conferire l'incarico di formare il governo. Ha già indicato la sua priorità: evitare nuove elezioni

Una nuova era glaciale era in arrivo, ma il riscaldamento globale l’ha fermata: cosa ci racconta la calotta di Barnes

Uno studio condotto sulla calotta glaciale di Barnes, in Canada, ha individuato l'inizio della prossima era glaciale nel 1960 circa. ma poi il processo si è arrestato per colpa del riscaldamento globale

Fava (Ecomondo): “Anno complesso, pesa geopolitica, occorre fare di più”

AttualitàFava (Ecomondo): "Anno complesso, pesa geopolitica, occorre fare di più"

(Adnkronos) – “E’ un anno complesso rispetto al 2025 sul fronte della sostenibilità. La geopolitica del momento ha rimesso al centro dell’attenzione il petrolio, il gas e il carbone mentre il costo della vita non aiuta.  

Quindi si cerca sempre più di lavorare per avere realtà industriali che portino subito a casa dei ritorni economici e non necessariamente che abbiano la sostenibilità. Questo purtroppo è lo scenario in cui ci inseriamo”. Così Fabio Fava, presidente del Comitato Tecnico-Scientifico di Ecomondo, ai microfoni dell’Adnkronos in diretta dalla manifestazione sulla green, blue e circular economy, alla Fiera di Rimini fino al 6 novembre.  

Cambiamenti climatici, inquinamento e perdita di biodiversità, “sono le urgenze mondiali di tutti i G20” e “abbiamo continuato a lavorare su questi fronti, discutendone nei vari comitati e commissioni, in particolare soffermandoci su due grandi priorità: ridurre la pressione sull’ambiente, quindi l’economia circolare che ci fa utilizzare con più sapienza le materie prime, utilizzandone meno per fare i prodotti, ma anche meno acqua ed energia. E poi molta attenzione agli scarti che possono essere riutilizzati”, aggiunge Fava citando poi altri questioni cruciali di cui continuerà a discutere come formazione e comunicazione. Tutto ciò “per rafforzare l’economia circolare e renderla ancora più competitiva e di maggior ritorno economico sulle principali filiere industriali, quella della plastica che è al centro dell’attenzione, ma anche del tessile, particolarmente importante soprattutto per il nostro Paese. Abbiamo lavorato cercando di capire policy e come poter procedere. C’è poi il tema del ripristino di quanto è stato già impattato, quindi la biodiversità degli ecosistemi terrestri e marini”, su questo fronte “c’è molto da fare perché” perché c’è in gioco “la materia prima, senza la quale non c’è il resto. Occorre fare di più e abbiamo messo in campo tante iniziative”.  

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