Il re del Regno Unito Carlo III partecipa al Commonwealth Business Forum insieme al presidente del Commonwealth Enterprise and Investment Council, Lord Jonathan Marland (al centro), e alla segretaria generale del Commonwealth, Shirley Botchwey, presso lo stadio di cricket Sticky Wicket a St. John’s, Antigua e Barbuda, il 2 novembre 2026. (Foto di Chris Jackson / POOL / AFP)
ROMA – Re Carlo III ha fefinito la tratta transatlantica degli schiavi “una mostruosa ingiustizia”. Lo riferisce Afp riportando le parole del sovrano in un discorso in apertura di un vertice con i Capi di Governo del Commonwealth ad Antigua. “Questo vergognoso capitolo della storia mi riempie il cuore di orrore e l’anima del più profondo dolore personale”, ha affermato Carlo, aggiungendo come questo getti “ancora un’ombra su queste isole e sugli altri membri del nostro Commonwealth”.
Parole che arrivano mentre il primo ministro inglese Andy Burnham sta valutando la possibilità di porgere le scuse per il ruolo svolto dalla Gran Bretagna nella schiavitù. Carlo III, però, nel suo discorso non ha posto scuse ufficiali. Per il re “la nostra storia ci ispira, può inorridirci, ma può sempre insegnarci qualcosa”, e “il male non deve necessariamente avere l’ultima parola, ma che il carattere e il coraggio possono unirsi per superare l’ingiustizia più mostruosa”.
Come si legge, poi, su Bbc News, il re ha, inoltre, delineato quella che ha definito la “crisi del nostro tempo” , citando i “brutali conflitti” che affliggono il mondo, la “realtà catastrofica” del cambiamento climatico e la “velocità vertiginosa” con cui la tecnologia sta trasformando le società.
Per questo, rivolgendosi ai leader, ha affermato che la guida del Commonwealth è “nelle vostre mani”: “Ognuno di voi ha l’opportunità di fare la differenza più grande possibile, prego che nei prossimi giorni cogliate questa opportunità e vi impegniate ad agire”. L’obiettivo è collaborare un Commonwealth in cui “i nostri giovani possano guardare al futuro con maggiore fiducia e determinazione”.
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