venerdì, Ottobre 23, 2026

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Meloni in Kwait, è la 13esima visita nel Golfo. E Merz e Macron hanno seguito la sua scia

Dall'Italia e dal MondoMeloni in Kwait, è la 13esima visita nel Golfo. E Merz e Macron hanno seguito la sua scia

ROMA – Continua la diplomazia del Golfo. Un impegno politico che coinvolge più Paesi europei, alle prese con il caro-carburante e con le conseguenze del conflitto con l’Iran.Oggi la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, fa rotta in Kuwait: la sua sarà la tredicesima missione nel Golfo, dopo aver anticipato nei mesi scorsi il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron.

La premier diventerà così il primo presidente del Consiglio italiano ad aver visitato, nel corso di un mandato di governo, tutti e sei i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (Gcc): Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar. L’attenzione alla regione, strategica anzitutto dal punto di vista energetico, era stata già confermata più volte. Nel dicembre scorso, a Manama, in Bahrein, Meloni aveva partecipato al vertice del Gcc. Poi, ad aprile, c’era stata la tappa in Arabia Saudita: la presidente del Consiglio era stata il primo capo di governo dell’Unione europea a visitare il Paese dopo l’avvio dei bombardamenti israeliani e americani contro l’Iran il 28 febbraio.

MERZ E MACRON HANNO SEGUITO LE ORME DI MELONI

A seguire Meloni sono stati quest’anno sia Merz sia Macron. Il cancelliere tedesco, a febbraio, ha visitato Arabia Saudita, Qatar ed Emirati con l’obiettivo di rafforzare i “partenariati strategici” con tre interlocutori centrali per gli equilibri del Medio Oriente. Il presidente francese ha invece compiuto una missione nel Golfo questa settimana. Le sue tappe sono state in Kuwait, Emirati, Bahrein, Qatar e Arabia Saudita. Al centro dei colloqui, dopo le proteste di piazza e i disordini di sabato 17 ottobre, ci sono stati gli approvvigionamenti energetici.

Secondo l’Eliseo, Emirati e Bahrein si sono impegnati a garantire complessivamente 200mila tonnellate aggiuntive di gasolio al mese. Sommate alle forniture saudite, le intese portano a circa 295mila tonnellate gli impegni di approvvigionamento per la Francia, equivalenti a circa il 10% dei consumi nazionali. Accordi che riflettono la necessità delle capitali europee di diversificare le fonti energetiche mentre le tensioni nello Stretto di Hormuz, a rischio per il conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele, condizionano le rotte commerciali.

In Kuwait Meloni sarà ricevuta dall’emiro Sheikh Mishal Al-Ahmad Al-Jaber Al-Sabah. La visita avrà anzitutto una dimensione economica. L’obiettivo è accrescere gli investimenti in entrambe le direzioni. I capitali kuwaitiani contano in Italia dal turismo all’immobiliare, dall’alta tecnologia all’energia. Tra le presenze più riconoscibili c’è Q8, con una rete di circa 3.000 punti vendita e investimenti nella raffinazione e nella produzione di biocarburanti, anche in partnership con Eni. Durante la visita, è prevista la firma di un’intesa tra Ice e Kuwait Direct Investment Promotion Authority per favorire nuove opportunità di investimento.A Roma, come a Berlino e Parigi, la posta in gioco è chiara. “Quando nel Golfo cresce l’instabilità ne risentono anche i costi dell’energia, le imprese, il lavoro e, in ultima istanza, il potere di acquisto delle famiglie”, aveva sottolineato la presidente del Consiglio in un video pubblicato dopo la sua visita in Arabia Saudita. “Il Golfo è un attore fondamentale del mercato energetico mondiale e se qui la produzione si contrae o si ferma il prezzo aumenta per tutti e se la situazione peggiora si può arrivare a non avere tutta l’energia necessaria, anche in Italia”.
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