Adesivi con la scritta “Ho votato” il giorno delle elezioni di metà mandato a Los Angeles, California, il 3 novembre 2026. Foto di FREDERIC J. BROWN / AFP
ROMA – Negli Stati Uniti si vota per il rinnovo della Camera e di un terzo dei seggi del Senato, intanto gli analisti fanno i conti: secondo l’istituto di ricerca OpenSecrets, la tornata delle “midterm 2026” sono in lizza per risultare le più costose della storia degli Stati Uniti, con candidati e partiti che hanno speso quasi 12 miliardi di dollari per la campagna elettorale.
Una cifra enorme, che stride con il costo della vita decisamente aumentato come conseguenza del caro energia e dell’inflazione, e pone questioni alle pari opportunità di accesso alla corsa politica. Come contestano infatti vari esponenti politici – a partire dai socialisti democratici (Dsa) – la forte dipendenza finanziaria che si crea fa sì che investitori e potenti attori economici abbiano una decisiva influenza sulle scelte dei candidati e la definizione dei programmi politici, a scapito dei partiti più piccoli, degli indipendenti e di chi ha idee “controcorrente”.
Ma per comprendere queste critiche, bisogna conoscere le due modalità con cui negli Stati Uniti è possibile finanziare le campagne elettorali: come ricostruisce la testata Aljazeera, il primo modo avviene attraverso raccolte fondi gestite dai partiti – si stima che i dem abbiano speso 2,2 miliardi di dollari, contro 1,4 miliardi dei repubblicani – il secondo attraverso la cosiddetta “spesa esterna”.
All’outside spending contribuiscono attori diversi dai partiti, che si occupano investire nella realizzazione di campagne pubblicitarie, nell’acquisto di spazi pubblicitari oppure di organizzare iniziative pubbliche per promuovere il partito. A gestire queste attività sono solitamente i comitati di azione politica indipendenti (i cosiddetti “super Pac”).
Riconosciuti dalla legge che tutela la libertà di espressione politica, i super Pac non si coordinano direttamente coi partiti ma ne abbracciano i programmi. Tra i più grandi ed influenti, Aljazeera cita il Senate Leadership Fund (che nell’ultima tornata ha speso 489 milioni di dollari) e, sempre nel campo repubblicano, il Maga Inc (con 353 milioni di dollari). Da solo, invece, Elon Musk ha sostenuto il partito con 445 milioni di dollari.
Quanto ai democratici, figurano il Senate Majority Pac e l’House Majority Pac, che nelle ultime elezioni hanno speso rispettivamente 248 milioni e 192 milioni di dollari per sostenere i vari candidati.
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