martedì, Novembre 3, 2026

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Reggio Emilia, il segretario della Lega Roberto Salati indagato per violenze sull’ex

PoliticaReggio Emilia, il segretario della Lega Roberto Salati indagato per violenze sull’ex

REGGIO EMILIA – Il 6 ottobre scorso il sostituto procuratore Giulia Signaroldi ha firmato una richiesta al Gip di giudizio immediato a carico di Roberto Salati, 60 anni, già figura di primo piano della politica cittadina come candidato sindaco del centrodestra alle amministrative del 2019 e attuale segretario provinciale della Lega a Reggio Emilia. L’accusa formulata dal magistrato, a quanto si apprende, sarebbe di maltrattamenti contro l’ex compagna, aggravati dall’aver agito alla presenza delle figlie minorenni e per aver messo in pratica un “atto di controllo, possesso e dominio in quanto donna” e la “limitazione delle libertà individuali” della vittima.

Il quadro accusatorio delineato dalla Procura racconta in particolare mesi di persecuzione, tra le mura domestiche e l’abitato di Quattro Castella a partire da gennaio 2026. Un quadro che ha spinto l’autorità giudiziaria, lo scorso 4 agosto, ad applicare nei confronti di Salati le misure cautelari dell’allontanamento immediato dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla persona offesa con applicazione del braccialetto elettronico.

Stando al capo d’imputazione, Salati avrebbe tracciato ogni singolo movimento dell’ex compagna nascondendo a bordo delle auto usate dalla donna dispositivi Gps e AirTag, tutti sincronizzati direttamente sul proprio smartphone per monitorarne le coordinate minuto per minuto. A questo si sarebbero sommate le telefonate anonime all’attuale compagno della donna (interrotte solo quando lei gli intimava di smetterla sapendo bene chi ci fosse dall’altra parte della cornetta) e una sfilza ininterrotta di messaggi carichi di livore e offese. Un’escalation che non avrebbe risparmiato i luoghi pubblici né la serenità delle figlie: l’imputato, a quanto si apprende, è accusato di aver inscenato una violenta scenata durante una gara sportiva delle bambine, urlando insulti contro la madre e la zia davanti agli spettatori attoniti. Fino al danneggiamento materiale dell’auto dell’ex, con un finestrino mandato in frantumi e uno pneumatico sgonfiato. Comportamenti che, secondo la Pm, hanno generato nella parte offesa un “costante stato di ansia e un grave timore per la propria incolumità”.

Difeso dall’avvocato Enrico Della Capanna, Salati si troverebbe quindi ora a un passo dall’aula di tribunale senza passare dall’udienza preliminare: l’evidenza delle prove raccolte dagli inquirenti ha portato la Procura a chiedere il rito immediato.Proprio il legale dell’esponente del Carroccio, interpellato dalla Dire, spiega però: “Il mio assistito aveva questa convivente da cui ha avuto due figlie. Poi hanno deciso di separarsi e ci sono state delle incomprensioni. Può darsi che siano volate parole grosse che sono però una cosa ben diversa dal maltrattamento, dove c’è una parte che subisce”. Secondo della Capanna, “ci sono molte cose da chiarire. Ad esempio il vetro rotto era quello della sua auto e non della signora e non avrebbe avuto senso spaccarlo”. Anche l’esistenza della “cimice” sarebbe per il legale stata ben nota alla presunta vittima. “Non ne farei un caso politico- aggiunge poi della Capanna- perché a quanto mi risulta, Salati è al momento un po’ fuori dai giochi”.Alla domanda se la richiesta di rinvio a giudizio sia stata notificata al suo cliente, l’avvocato spiega: “Certo, perché quando si ipotizza un reato come quello di maltrattamenti in famiglia scatta il cosiddetto codice rosso per cui pubblico ministero deve esercitare la zona penale”. In ogni caso, conclude l’avvocato Della Capanna, “Non penso che Salati piegherà la testa facilmente. Denunce come queste le vediamo tutti i giorni, ma vediamo spesso anche come vanno a finire. Ora dovremo discutere dei riti, ma ci ci sono sicuramente accertamenti che andranno fatti nel dibattimento”.
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